Esposizion: Ε vero che la pietra parla? (Fondazione Nationale di Ricerche, Atene, Maggio - Luglio 2006)

 

Ε vero che la pietra parla?

Certo che parla, piccolina mia Talia*. Parla e canta e si rallegra pure. Ha freddo, ha caldo e lacrima anche. Come se fosse un uomo.

D' altra parte, dopo il diluvio universale, il genere umano nacque dai sassi che Deucalione e sua moglia gettarono indietro di se stessi. Questo lo conosceva anche Aristotele. Questo lo conoscerete pure voi a scuola. Da allora, la Natura gioca ininterrottamente a quei sassi. L' acqua ed il vento giocano incessantemente alla pietra, nei "giochi della Natura".

Ai giochi artistici gioca l' artista stesso. Raccoglie, monta, scolpisce , se è necessario, chiede materiali vecchi per utilizzarli in un nuovo uso, in un cambiamento surrealista di domicilio. In un nuono ruolo, che non ha che la minima o nessuna relazione con la funzione iniziale.

Nato nel cuore di un altro cortile di miracoli, , Nikos Zivas aveva sentito sin dalla sua infanzia la parlata della pietra, e si era insegnato a riconoscerla da un padre straordinario, originario di Zante. Poi venne il periodo della Scuola delle Belle Arti ad Atene e più tardi Roma, la Città Eterna, comunque una grande Scuola d' Arte. Con tali requisiti Nikos Zivas non trova affatto difficoltà a ricreare nuove composizioni con l' aura d' arte contemporanea e conferire un nuovo tono alla roba vecchia. E così, oggetti familiari di pietra, prodotti dalle mani di artigiani capaci, bocche di pozzi, attrezzi di macinazione, frantoi, soglie, tutto ciò nelle sue opere cerca delle alleanze nuove, rivendicando un riconoscimento nuovo.

La riduzione dalla posizione pratica della vita quotidiana, alla posizione di disuso dell' arte, dall' integrità delle necessità pratiche all' oggetto d' arte superfluo, incarica le cose di una nuova qualità, un elemento già distinto di un' identità nuova, dalla quale non mancano le fondamentali caratteristiche strutturali.

Perciò, cara mia Talia,sono sicura che la pietra parla sebbene che non abbia lettere, basta che abbia le impronte di quelli che la elaborarono, le tracce delle mani che l' amarono.

Di certo, oggi la pietra parla di meno ed ad ogni modo con suoni delicati e toni dolci, in un mondo dove il vetro abbaglia ed il cemento grida.

Però parla anche lingue straniere. "Everything that is new is interesting."Tutto quello che è nuovo, è interessante.

Vivi Vasilopulu

*Τalia è una " donna eccezionale", vicina di casa mia, di età di 4 anni.